breve carrellata di nuovi combustibili biomassa da bruciarsi in apparecchi automatici dedicati come caldaie & termo stufe

 

1°) il wood pellet classe A1 secondo la normativa corrente EN-ISO-IEC è oramai conosciutissimo, la cosa cui si deve però prestare la massima attenzione è anche la materia prima con la quale viene prodotto, e che questa provenga da un sistema che rispetti la "due diligence" di custodia responsabile delle foreste come obbligatoriamente richiesto dalla normativa europea EUTR

 

2°) gli ossi di pesca tritati sono una valida alternativa di sicuro risparmio rispetto ai vari pellet e nocciolino o sansa d'oliva e gusci di nocciole e mandorle almeno per il territorio del mercato locale dove avviene la sua lavorazione, il suo rapporto calorie/prezzo è eccellente, le granulometrie 10-12-14 mm vanno bene per tutte le caldaie a bracere eruttivo o bruciatore soffiante di qualsiasi potenza, il 6 mm è invece da impiegarsi quasi esclusivamente nelle termo stufe con coclea a caduta che possono bruciare già ANCHE il nocciolino

 

3°) il pellet di lolla di riso LOLLET è invece il vero nuovo combustibile nato dalla valorizzazione dei diversi tegumenti che avvolgono il chicco del riso che hanno sempre rappresentato un problema di smaltimento essendo classificato come rifiuto, e, visto che dopo la nuova normazione può oramai anche accedere agli incentivi GSE secondo il D.Leg. 152/2006 a patto di rispettare i limiti imposti di resa in caldaia e fattore emissivo in atmosfera, la sua fabbricazione avrà sicuramente un grande sviluppo nel futuro nelle zone vocate alla sua coltivazione

 

4°) per quanto riguarda il palm kernel shell (PKS), che è il guscio duro esterno della drupa della palma da olio, questo sicuramente risulta il miglior prodotto come rapporto calorie/prezzo per le sue caratteristiche intrinseche uniche, dobbiamo però purtroppo far presente che la sua reperibilità non è delle più agevoli visti quali sono i paesi di provenienza in Africa 

N.B. il prodotto Malese-Indonesiano non è da paragonare all'Africano dal momento che cresce su terreni torbosi di cui assimila gli oligoelementi che portano ad un maggiore tenore di cenere e potere calorifico più basso